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IX Incontro dell’/ IXème rencontre de l’ Osservatorio scientifico della memoria scritta, orale, filmica, e del patrimonio autobiografico

28 Luglio - 1 Agosto; Bovino (Foggia-IT)

 

-Tessere i racconti del sé fra fato e teleologia - La forza del destino e le costruzioni autobiografiche
-Fatum et téléologie dans le tissage des récits de soi

Dal/du 28/07/2010 al/au 1° agosto/1° août o fino al 4 agosto /ou jusqu'au 4 août

(la rassegna sul Caravaggio termina la sera del 3 agosto/ la revue sur le Caravage termine le 3 août à 22h00)


Tessere i racconti del sé fra fato e teleologia è il tema del colloquio 2010.

Gli antichi credevano alle Parche : al momento della nascita la filatura della vita sarebbe stata già terminata. La vita si sarebbe interrotta nel momento in cui il filo del rocchetto fosse interamente srotolato. Gli auguri interpellavano e interpretavano i voli degli uccelli o le viscere degli animali per conoscere l’avvenire. La loro intenzione non era quella di cambiare il destino, ma di conoscere se un’azione già decisa incontrava il favore delle divinità (Titus Livius 1, 35, 3).
La fortuna era secondo i Latini per cinquanta per cento dovuta all’imponderabile e per l’altra metà alla nostra volontà. Un’idea che Machiavelli riprende ne Il Principe, ponendo la domanda di come si può arginare il fiume in piena dellafortuna (Quantum fortuna in rebus humanis possit, et quomodo illi sit occurrendu). – XXV, 2: “Nondimanco, perché el nostro libero arbitrio non sia spento, iudico potere essere vero che la fortuna sia arbitra della metà delle azioni nostre, ma che etiam lei ne lasci governare l'altra metà, o presso, a noi”.

Il pensiero filosofico dalle sue origini si è interrogato su determinismo e libero arbitrio. Una domanda che non ha investito ed investe solo la sfera teorica, ma le riflessioni sul senso della vita quotidiana. Il punto focale di questo colloquio è di mettere in luce la maniera in cui un racconto autobiografico dialoghi con l’idea del fato, quali sono le tecniche che intervengono per far emergere o per negare il peso del destino, come si costruisce una teleologia dell’immagine di sé. 
Disseminazioni di indizi, anticipazioni, un vocabolario e una sintassi particolari, rendono possibile, legittimano o meno un tessuto di teleologie, attraverso dei racconti (lettere, autobiografie, diari, drammaturgie) dove l’organizzazione narrativa del tempo e dello spazio gioca un ruolo chiave.

 

Recentemente Sophie Calle ha mostrato alcune sue lettere (espositione Sophie Calle, Bruxelles, BOZAR 27/05>13/09/2009), dove chiedeva alla sua chiaroveggente di conoscere il futuro, e più precisamente i luoghi dove si sarebbero svolti gli eventi, per tentare di precedere il destino: «Ho proposto alla chiaroveggente Maud Kristen di comunicarmi l’avvenire, per incontrarlo e fare in modo che le cose andassero più rapidamente».

« C’è stato un momento in cui avremmo potuto dire no ? » si domanda Rosencrantz nella tragedia dell’assurdo di Tom Stoppard: Rosencrantz and Guildenstern are dead.

 

Bibliografia essenziale:

- Th. W. ADORNO, The Stars Down to Earth, and Other Essays on the Irrational in Culture, 1974.
- Frank KERMODE, The Sense of an Ending. Studies in the Theory of Fiction, Oxford University Press, 1966.
- Georges GUSDORF, Lignes de vie (2 volumes), 1991 : Les écritures du moi (vol. 1) et Auto-Bio-Graphie (vol. 2)


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