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Autobiografia: il  dispendio di sé, l’eccesso

 

XIX incontro dell’Osservatorio scientifico

della memoria autobiografica scritta, orale, iconografica

Rome 23, 24, 25 Juin 2020

 

Organizzato da  Mediapolis.Europa ass. cult.

http://mediapoliseuropa.com/

in collaborazione con

 

l’Istituto per i Beni Sonori ed Audiovisivi ICBSA

 

 la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea BSMC

 

 Palazzo Mattei Di Giove,

Via Michelangelo Caetani 32 - 00186 Roma

 

«Tutta una tradizione intellettuale vede nell’uscita dell’anima fuori dai suoi legami materiali un bene, ma un’altra tradizione sapiente, che risale anch’essa  a delle fonti antiche, fa appello alla parola ‘eccesso’ in un senso differente, per designare ciò che supera la giusta proporzione proprio nell’ordine materiale stesso»  (Starobinski J. 2005 : 87).

Con il presente call intendiamo   sollecitare proposte che prendano in considerazione  il dispendio di sé e l’eccesso in scritti autobiografici, o  di  gente comune o di persone  note, che non siano sostenuti, legittimati  da  un plauso ideologico, sia esso  politico, religioso, ecc.    

L’infrangere dei limiti, l’eccedere costituiscono  il motore primario  di diversi  racconti in prima persona. Come queste condotte di vita sono delineate in un racconto di sé ? In che modo costruiscono l’identità di una persona ?  Con quali argomentazioni e in quale rapporto sono con l’idea di Potere? 

Ogni cultura pone dei confini etici rispetto ai quali ogni individuo  si confronta. Tuttavia, spesso è consentito  oltrepassare i limiti in determinate situazioni liberatorie come  i baccanali, o i carnevali, che sono però temporalmente e spazialmente circoscritte .

I termini di illimitato e di infinito definiscono per quanto concerne una concezione di vita l’estremo, l’andare al di là, l’andare oltre.

Il parlare corrente traduce l’idea di limite (nell’auspicio che venga rispettato ) con  un vocabolario mutuato dalla geometria: la misura, la retta via, essere quadrati, essere conclusivi (cioè restare all’interno di un’area argomentativa o operativa circoscritta), ecc. In medio stat virtus, situa la virtù nella spazialità. È  una locuzione della Scolastica medioevale, che ha  fatto propria la concezione  di Aristotele.

L’etica Nicomachea pubblicazione  postuma di Aristotele  pone al centro del suo ragionamento  gli endoxa, le opinioni comuni sia della gente ordinaria che dei sapienti. Questi endoxa sono i limiti derivanti dagli orientamenti della società, Non necessariamente Aristotele condivide le opinioni correnti, ma le assume come base del legame sociale. Si configurano come un dettato comportamentale e hanno valore pragmatico.  Nel  libro II scrive che la virtù si edifica pragmaticamente: si apprende a costruire costruendo, a suonare la cetra  suonandola, ecc. 

Come si concepisce l’etica? «essa ha a che fare con passioni ed azioni, ed in queste ci sono un eccesso, un difetto e il mezzo. [...] la virtù è una specie di medietà, in quanto appunto tende costantemente al mezzo. [...] E per queste ragioni, dunque, l’eccesso e il difetto sono propri del vizio, mentre la medietà è propria della virtù» (Aristotele, L’Etica Nicomachea, II,6).

Diverse autobiografie incarnano la  volontà di andare aldilà  dei limiti riconosciuti e condivisi.  

Si può stabilire una certa distinzione fra il comportamento di riconoscere un  limite e superarlo e la  pratica dell’eccesso come totale disconoscimento del limite, come  un agire ad infinitum.

Il  termine eccedere come ricorda Jean Starobinski (Starobinski J. 2005 : 88). si riferisce nella Bibbia all’uscita dalla vita, excessus vitae. L’eccesso che  non riconosce limiti è  una seria minaccia del sistema sociale. «Il mito di Don Giovanni si è costituito al momento della storia europea dove l’incostanza del cuore umano e quello delle sue concupiscenze – sentire, sapere, dominare (libido sentienti, libido sciendi, libido dominandi) – hanno molto occupato i moralisti» (Ibidem).

I due grandi miti della modernità Faust et Don Giovanni sono condannati  per due eccessi : la  libido sciendi, e la libido sentiendi. E già il Medioevo deplorava il sapiens mundi. L’Ulisse dell’Inferno dantesco ne è un esempio.

L’esposizione a Parigi al Musée d’Orsay per i duecento anni della morte di Sade (2014) allestita sulla base di diverse  testimonianze epistolari  di Sade si intitolava Attaquer le soleil : cioè aspirare a privare l’universo dell’astro vitale servendosene  per bruciare l’universo stesso. (Le Brun A. 2014 : 19). Corrisponde perfettamente ad un eccesso praticato all’infinito.

Molti racconti autobiografici  nel  Romanticismo (relativi al  dandysmo, al satanismo, all’alcolismo e altro) faranno dell’eccesso il centro del proprio racconto esistenziale.

Nella nostra contemporaneità scrive Rocco Ronchi in  «Être comme excès»: «ciò che mi apre l’immensità nella quale mi perdo è l’essere in quanto eccesso  un essere desostanzializzato, palpitante, ritmico  – un essere che ha in lui stesso una trascendanza costitutiva, un essere incontenibile nella forma dell’identità e che eccede lo spazio rivelativo del giudizio apofantico. L’essere non è immobile, la sua maniera d’essere – la sua essenza in senso verbale – risiede giustamente nel fatto di trascendere, di roteare  fuori di sé (prendo in prestito questa frase da Marc Bloch) di perdersi e di mettersi in gioco» (Ronchi R. 2000 : 8).

Il termine  dispendio di sé, dunque,  ha un ruolo particolare e valenze significanti diverse. Nello sport il dispendio di sé può identificarsi con  la sfida e il  rischio  assunti individualmente.

La notion de dépense di Georges Bataille (1933)  analizza   come la società imponga la produttività in tutte le sue gamme. La società si riconosce il diritto di acquisire, di conservare o di consumare razionalmente, ma esclude il principio del dispendio improduttivo (Bataille G. 1933 : 25). È il principio della perdita, cioè del dispendio incondizionato (Ibid. : 26-27). Generalmente, invece, il pensiero occidentale inscrivibile grosso modo nel pensiero capitalistico,  non apprezza non solo che i beni vengano dilapidati, ma considera la persona una moneta vivente.

L’agire in sé non deve essere al servizio di un qualunque ritorno, o ricompensa. Sono argomenti che Bataille riprende in diversi scritti (Sur Nietzsche, 1945, ad es.). Concetti come utile/inutile, gratuito/interessato, arbitrario/imposto, ne sono implicati.

Si tratta di una forma di rivolta? Secondo Camus la rivolta incarna la stessa identità dell’individuo, il suo cogito (Camus A. 1951). L’uomo in rivolta non riconosce delle imposizioni: non è un rivoluzionario e non concepisce sistemi (intendendo per rivoluzione un agire strategico e prepensato volto a conseguire un ideale che ribalti lo status quo). Il rivoltoso si batte contro ogni barriera e gabbia ideologica. Camus evoca le figure di Caino, Sade, Saint-Just, Lautréamont, Rimbaud, Bakounin, Nietzsche.

L’idea di antiulitarismo è nobilitante. Il dispendio di sé senza concatenazioni  è per molti aspetti una chimera. Non può esistere un comportamento di grado zero, senza residui.

Nondimeno mettersi al riparo della necessità di essere produttivi (in tutti i sensi) può costituire  a sua volta  una forma di potere. Essere perdenti può significare annientare il  potere che l’Altro esercita su noi stessi  (Lippi 2008 : 62).

Pasolini ha recensito anni fa   in un articolo su  Il Tempo (Pasolini P.P 1973) l’autobiografia di un pellegrino russo, associandolo al   Lazarillo de Tormes. Il pellegrino  di cui scrive Pasolini    (di trentatrè   anni nel 1859, si desume dal testo)    erra col libro di preghiere Filocalia (amore per la bellezza) e racconta   a un padre spirituale   il suo vagare.  Scrive Pasolini che il pellegrino e Lazarillo  restano invincibili nella loro natura rassegnata che annienta l’idea stessa di potere, per eccesso di passività :  «Perché non c’è  nulla che dia tanto torto al potere quanto la Rassegnazione, che è  poi il rifiuto del potere sotto qualsiasi forma (cioè lo rende quello che esso è in realtà, cioè un’illusione)».

Le implicazioni del dispendio di sé e della pratica dell’eccesso sono molteplici, come si vede.

 

Col presente call si intende indagare sul rapporto fra il racconto autobiografico come espressione dell’andare al di là, come  perseguire l’estremo in relazione al concetto di limite,  o come pratica dell’eccesso, cogliendo come  in modo dichiarato o sottinteso queste componenti  costituiscano l’ossatura dell’argomentazione dello scritto autobiografico preso in considerazione.

 

Qualche riferimento bibliografico

 

Anonimo, La vita di un pellegrino. Racconti sinceri di un pellegrino al suo padre spirituale, tr. di Alberto Pescetto, Milano, Adelphi, 1972.

 

Aristotele, Etica nicomachea, trad. C. Natali, Bari, Laterza 1999 [IV sec. aC].

 

 Georges Bataille,  «La notion de dépense» in Id., La part maudite, Paris, Points, 1933. http://palimpsestes.fr/textes_philo/bataille/La-Part-Maudite.pdf

 

Albert Camus, l’homme révolté, Paris, Gallimard, 1951.

 

Benvenuto Cellini, Vita di Benvenuto Cellini,a cura di Orazio Bacci, Firenze, Sansoni, 1901. (Scritta tra il 1558 e il novembre 1562). https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k1118599/f4.image

 

Casanova, Histoire de ma vie, Paris, Livre de Poche, 2004.

Mémoires de J. Casanova de Seingalt, écrits par lui-même, Écrits en français, entre 1789 et 1798, publ. posthume en 1825. https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k314854/f1.image vv I-

 

Thomas De Quincey, Confessions of an English Opium-Eater, 1821.

http://www.gutenberg.org/files/2040/2040-h/2040-h.htm

-Confessioni di un oppiomane, trad. di Filippo Donini, Torino, Einaudi 1974.

 

Annie Le Brun, SADE-Attaquer le soleil, Paris, Musée d’Orsay-Gallimard, 2014.

 

Silvia Lippi, « De la dépense improductive à la jouissance « bavarde », dans Transgressions. Bataille, Lacan, sous la direction de S. Lippi ,  Toulouse, ERES, « Point Hors Ligne », 2008, pp. 62-71.

URL : https://www.cairn.info/transgressions--9782749209753-page-62.htm

 

Marie José Mondzain, De l’excès, Théatre/Public 178.

 

P. P. Pasolini, «‘Come pregare?’ ‘Come mangiare?’   Esperienze di un Prete e di un Letterato», in Il Tempo, 11 febbraio 1973.

 

Rocco Ronchi, « Une ontologie de l'excès », Lignes, 2000/1 (n° 1), pp. 107-124. DOI : 10.3917/lignes1.001.0107. URL : https://www.cairn.info/revue-lignes1-2000-1-page-107.htm9

 

Jean Starobinski, «  Les registres de l’excès : Don Giovanni » in Id.,  Les enchanteresses, Paris, Seuil, 2005.

Lionel Terray, Les conquérants de l'inutile: des Alpes à l'Annapurna, Paris, Gallimard, 1961.

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Lingue ammesse per gli interventi: inglese, francese, italiano, spagnolo. Ognuno potrà

esprimersi in una di queste lingue. Non ci sarà traduzione simultanea. È auspicabile una

comprensione passiva di queste lingue.

A) Scadenza per presentare le proposte: 15 marzo 2020. La sinossi comprendera 250 parole (max),

con la citazione di due testi di riferimento, e un breve CV (max : 100 parole), con la menzione

eventualmente di due pubblicazioni proprie, siano esse articoli, libri, video.

Sia le proposte che gli eventuali interventi si potranno esporre in francese, inglese, italiano e

spagnolo.

Il comitato scientifico leggerà e selezionerà ogni proposta che sarà inviata alla

pagina conference registration del sito di http://mediapoliseuropa.com/

Per ogni informazione:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ,

Entro il 30 marzo 2020 verrà data la risposta definitiva sull’accettazione.

 

B) Per quanto concerne l’iscrizione al colloquio, una volta accettata la proposta le quote sono:

Prima del 10 Aprile 2020 : 110,00

Dall’11 Aprile al 10 Maggio 2020 : 130,00

L’iscrizione non potrà essere accettata in loco.

 

Dottorandi :

Prima del  10 Aprile 2020 : 75,00

Dall’  11 Aprile al 10 Maggio 2020 : 90,00

L’iscrizione non potrà essere accettata in loco.

 

Per le informazioni sui simposi dei precedenti anni, sulle attività,

l’équipe organizzatrice e scientifica, andare sul sito:

http://mediapoliseuropa.com/

L’associazione Mediapolis.Europa coopera alla pubblicazione della rivista Mnemosyne, o la

costruzione del senso, Presses universitaires de Louvain, www.i6doc.com

Indicizzata come rivista scientifica in:

https://dbh.nsd.uib.no/publiseringskanaler/erihplus/periodical/info?id=488665

 

Comitato scientifico

Beatrice Barbalato, Mediapolis.Europa

May Chehab, Université de Chypre

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Antonio Castillo Gómez, univ. Alcala de Henares (Madrid)

Albert Mingelgrün, Universite Libre de Bruxelles

Giulia Pelillo-Hestermeyer, Universitat Heidelberg

Anna Tylusińska-Kowalska, Uniwersytet Warszawski

 

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